Un disco che nasce e si sviluppa dal vivo: la chitarra di Stefano Pilia in dialogo con i registratori a nastro di Marta Salogni utilizzati come strumenti, un gioco di incastri tra improvvisazione e manipolazione, creazione e rielaborazione. Un incontro tra mani che toccano corde e azionano macchinari per generare loop, feedback e delay in uno scambio continuo tra intervento umano e suoni processati che è anche parte della cifra stilistica di ROBOT 17 – la disgregazione della realtà per come la conosciamo in un flusso di informazioni che non si interrompe mai

Marta Salogni & Stefano Pilia a ROBOT Festival

Domenica 13.09.26
Parco Archeologico Kainua di Marzabotto